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INSUFFICIENZA VENOSA: fattori predisponenti
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● FAMILIARITA’
Si rileva una incidenza maggiore della insufficienza venosa in alcune famiglie, ma ad oggi non è dimostrata l’ereditarietà della malattia per trasmissione genetica.
● SESSO
Il sesso femminile è il più colpito.
● OBESITA’
Esercita varie influenze negative sullo svuotamento venoso e dunque l’obeso è più soggetto ad ammalarsi.
● SEDENTARIETA’
Favorisce lo sviluppo di una insufficienza venosa.
● CALDO ECCESSIVO
Determina una dilatazione delle vene, aumenta i disturbi e può favorire l’insorgenza di una insufficienza venosa.
● ETA’
E' dimostrato un aumento di frequenza della malattia all’aumentare dell’età.
● PILLOLA E TERAPIE ORMONALI SOSTITUTIVE
Possono aumentare i disturbi dell’insufficienza venosa, possono favorire lo sviluppo di capillari e la possibilità di insorgenza di flebiti in presenza di fattori di rischio concomitanti come le varici degli arti inferiori (soprattutto le terapie ormonali sostitutive effettuate ad esempio in menopausa).
● STATICA CORPOREA
Un appoggio del piede non corretto (piede cavo e piatto, alluce valgo ecc.), le alterazioni della colonna vertebrale e tutti i difetti della postura (ad esempio le dismetrie degli arti inferiori) possono favorire lo sviluppo di una insufficienza venosa.
● LAVORO
Tutti i lavori che costringono a stare molto in piedi o seduti predispongono allo sviluppo di una insufficienza venosa o la aggravano se essa è già presente.
● STIPSI
Ostacola lo svuotamento venoso degli arti inferiori.
● IMMOBILITA’
Essere costretti per molto tempo all’immobilità può favorire l’insorgenza di alcune patologie come flebiti superficiali e trombosi venose, soprattutto se preesistono fattori di rischio come le varici: è sempre consigliabile una valutazione specialistica per programmare le misure preventive e praticare gli esercizi consigliati.
● GRAVIDANZA
Può determinare lo sviluppo o l’aggravamento dell’insufficienza venosa per motivi ormonali (aumento di estrogeni e progesterone), per l’aumento di pressione addominale da parte dell’utero gravido e per le modificazioni che il deflusso venoso subisce a livello della regione addominale inferiore; il numero di gravidanze aumenta la probabilità di sviluppare malattie venose. In gravidanza possono insorgere sintomi quali piedi e caviglie gonfie anche in donne sane, non affette da patologie venose o linfatiche, per i fattori esposti. Possono manifestarsi inoltre dilatazioni venose diffuse anche in donne che non soffrivano precedentemente di varici, di solito queste varicosità tendono a ridursi o addirittura a scomparire dopo il parto. Gli elementi quindi che possono determinare la comparsa o l’aggravamento dell’insufficienza venosa in gravidanza sono rappresentati da:
1. aumento del volume del sangue;
2. diminuzione del tono vascolare provocato dagli ormoni della gravidanza;
3. aumento della pressione delle vene nelle gambe sia in posizione eretta che supina;
4. modifica della composizione del sangue per la diminuzione delle proteine che trattengono liquidi all’interno dei vasi;
5. aumento della coagulabilità del sangue.
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